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Chaucer and Italian Textuality$

K. P. Clarke

Print publication date: 2011

Print ISBN-13: 9780199607778

Published to Oxford Scholarship Online: September 2011

DOI: 10.1093/acprof:oso/9780199607778.001.0001

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PRINTED FROM OXFORD SCHOLARSHIP ONLINE (www.oxfordscholarship.com). (c) Copyright Oxford University Press, 2017. All Rights Reserved. Under the terms of the licence agreement, an individual user may print out a PDF of a single chapter of a monograph in OSO for personal use (for details see http://www.oxfordscholarship.com/page/privacy-policy). Subscriber: null; date: 22 February 2017

(p.165) Appendix 1 Reading Boccaccio's Decameron in 1384

(p.165) Appendix 1 Reading Boccaccio's Decameron in 1384

Source:
Chaucer and Italian Textuality
Publisher:
Oxford University Press

(p.165) Appendix 1

Reading Boccaccio's Decameron in 1384

While it is the glosses to Dec. X. 10 that are the main focus of attention in this book, this appendix provides a fuller account of how the entire Decameron is glossed. It is intended that this should provide the reader with a fuller conspectus of the complex experience that was Mannelli's reading of the Decameron and will stimulate further discussion of these very fascinating glosses. They have not been translated because they are best understood in parallel with the text of the Decameron in the specifics of each locus, and would have necessitated a too lengthy discussion of each gloss. This is work for another day.

The appendix reproduces glosses of an interpretative nature, such as comments and notae, including interventions that betray a philological and linguistic interest. It does not reproduce where Mannelli makes corrections to his own copy, nor does it record the numerous indications ‘deficiebat’. Normalization here has been kept to a minimum and those letters and words in square brackets indicate where damage has occurred; in Chapter 3, during discussion and analysis, they have been normalized somewhat more for ease of reading.

Almost all of these glosses are available in the notes to Vittore Branca's edition of the Decameron (Tutte le opere, 4 (1976); and subsequently in the Einaudi edition), and his conjectures for lost or damaged text are accepted here. What follows differs slightly from Branca in that he sometimes does not distinguish between Mannelli and a later hand; for example, the gloss ad Dec. X. 9. 56, fo. 165va, where the second part of the gloss is not Mannelli's, nor that found ad Dec. IV. 2. 8, fo. 67va. Two short glosses are recorded here and not by Branca, ad Dec. IX. 5. 39, fo. 143va, and ad Dec. X. 7. 49, fo. 159ra. (p.166)

Folio

Day/Story

Gloss

5ra

Pr. 3

[con]structo in [zoc]coli

6va

I. Intr. 26

nota

6va

I. Intr. 28

o il morir tosto

6va

I. Intr. 35

nota contruzione

7ra

I. Intr. 41

nota

7va

I. Intr. 50

nota bel dire

8rb

I. Intr. 74

nota

8rb

I. Intr. 76

nota bene

9ra

I. Intr. 96

nota bel dire

9va

I. Intr. 108

meglio era fare mescolati di borsella

11ra

I. 1. 36

de di femine non era e’ ghiotto troppo

14vb

I. 4. 16

nota

14vb

I. 4. 20

abate ingordo non ti verrà

15ra

I. 5. 17

e pero tolgha la speranza agli amanti chi non uuole essere uaghegiata

15va

I. 6. 4

e pur pe’ cherici

15vb

I. 6. 9

nota pe’ cherici

16ra

I. 6. 20

nota pure pe’ frati minori

[Not]a per frati [mi]nori

16rb

I. 7. 4

e pur pe’ cherici che di sé danno abondevol materia di dire

17rb

I. 8. 7

nota in loda de’ buffoni antichi, e in biasimo de’ moderni marking parag. until 11

17vb

I. 10. 3

nota tutto il prolago di. questa novella qualunque se’ donna lisciatrice o ciarlatrice

17vb

I. 10. 4

deh nota bene donna che leggi

18ra

I. 10. 6

nota tu femina ciarlatrice

18rb

I. 10. 12

nota

18va

I. Concl. 5

[Non to]rre l'uficio a [Par]meno il quale [è s]opra le vivande

damaged

19ra

bas de page

I. Concl. 19

nota quod quelibet pars sive stantia superioris cantilene habet eumdem finem scilicet ultimo et penultimo versu

21va

II. 2. 36

non si può errare consigliando le donne di quel c'hanno voglia; e questa fante ben se ne avide

21va

II. 2. 38

nota signum Veneris in femina

22ra

II. 2. 9

nota

22va

II. 3. 20

o pur bene che noi faremo a pignibotte

22vb

II. 3. 30

ventura, Iddio, ché 'l senno non ci val due danari

22vb

II. 3. 32

vedi che anche le reali fanne delle cosette

23ra

II. 3. 37

tu be’ lo facesti quando Alessandro chiamasti nel leto tuo

23rb

II. 3. 39

nota pulcram parenthesin

23va

II. 4. 4

[no]ta infra prepositionem [quam] proprie hic stare

24ra

II. 4. 14

nota i genovesi esser ladri per natura

26va

II. 5. 49

latino imperfecto e qui

27vb

II. 6. 3

nota bellissimo decto

29vb

II. 6. 66

nota naturale e propio decto

29vb

II. 6. 69

nota dante

noting echo of Purgatorio 7. 1–2.

30rb

II. 6. 76

lo strabochevole

30va

II. 6. 82

la moglie dello scacciato dove lasciate voi?

30vb

II. 7. 4

venenum in auro bibitur

marking 3–8; Seneca, Thyestes III. 453

31rb

II. 7. 22

e pero e buon fare caro di se

31va

II. 7. 27

Nota quanto il vino sia nimico della onesta

31vb

II. 7. 37

e due

32ra

II. 7. 39

[on]de nel Teseo dice, [di]cendo: Signoria [n]e amor stan bene cum cumpagnia; e [Sen]eca dice: Nec regn a sotium ferre nec tede sciunt

citing Teseida 5. 13, Seneca, Agam. V. 529

32rb

II. 7. 45

e tre

32va

II. 7. 55

ogni cosa ti perdono, duca

32va

II. 7. 57

e quatro

33rb

II. 7. 75

e cinque

33rb

II. 7. 77

e sei

33va

II. 7. 80

e sette

33vb

II. 7. 85

o sciocho, sciocho

33vb

II. 7. 89

e otto alle nove aren cavallo, s'a dio piace

35ra

II. 7. 119

[Nota] quanto si crede [tosto] quel che piace

35ra

II. 7. 119

[Troppo] buon gallo [ti con]verrebbe essere

35rb

II. 8. 2

e forse

35rb

II. 8. 6

Io per me non so chi non ci cascasse

marking whole paragraph

35vb

II. 8. 20

conte bestia se’ una pecora

36ra

II. 8. 28

[in]anzi vorrei esser su[bito and]ato al re nimico che ciò [fare]

36vb

II. 8. 54

Nota

39ra

II. 9. 18

Nota bene e meglio questo decto il quale a forza di far concedere alledonne di leggere questo libro

39ra

II. 9. 19

niuna cosa si occulta che non si palesi

Matt. 10:26, ‘Nihil est opertum quod non revelabitur’

39rb

II. 9. 20

hay uillanaccio bugiardo

42ra

II. 10. 20

Paganin mio tu gli daj punzoni da segno che de quatro l'uno cadrebbe l'asino

42ra

II. 10. 21

io ne dubito

42ra

II. 10. 29

e pure appicha Paganino

42va

II. 10. 35

credo che voglia dire: non vivessi’

See Branca's note ad loc for further on this gloss.

42va

II. 10. 42

credo che voglia dire foro

44ra

III. 1. 3

credo che voglia dire solitudine

45vb

bas de page

III. 2. 9

Nota che pare il testo segnato di questo segno [marking the whole sentence] contradire ad quel che dice Mes. Giovanni nel Phylostrato, dove favellando di Troyolo dice cosí: ‘Ma come noi per continuana usanza | Per piú legne veggiam foco maggiore Cosí avien crescendo la speranza Assai sovente ancor crescere Amore’ [II. 85]. Credo nondimeno che questo vocabolo sovente dichiari la quistione e puossi comprendere che l'uno e l'altro adviene.

Et nella novella di Nastagio degli Onesti [V. 8] a c. 88 dice: ‘Perciò che pareva che quanto piú la speranza mancava, tanto piú multiplicasse il suo [amore]’

46va

III. 2. 28

nota

46vb

III. 3. 3

e pur nota il ver de frati

47ra

III. 3. 6

nota

47rb

III. 3. 14

nota pe frati bugiardi

47vb

III. 3. 31

pur pe frati

48vb

III. 3. 55

buon priego e quel che costei

50ra

III. 5. 3

nota

50ra

III. 5. 10

nota pro epistola mittenda

53vb

III. 7. 16

nota

marking the passage

54rb

III.7. 28

nota pe frati astiosi che tutte le donne vorrebon per loro

54rb

III. 7. 32

pulcra suasio est

marking 31–2

54rb

III. 7. 33

frati miei dolciati sauete scudi sien da uoi imbracciati chor bisogno nauete

54va

III. 7. 35

nota il motto piu velenoso che non pare

54vb

III. 7. 39

nota bene

55ra

III. 7. 50

nota uno asso pe frati

marking all of 50

55ra

III. 7. 52

e pe frati

marking all of 52

57rb

III. 8. 7

nota come costei e ben disposta alla confessione che si comincia a dir male del marito

57rb

III. 8. 10

nota pe’ cherici ipocri[ti] e bugiardi

60rb

III. 9. 30

sciocho decto e non verisimile

60rb

III. 9. 36

bene era dunque o[nesta] come di di sopra

60vb

III. 9. 48

nota come brieve favella qui l'autore

60vb

III. 9. 49

ben tirasti l'alito a te

61rb

III. 9. 60

non aggi tu grado beltramo

62rb

III. 10. 31

nota quanto sia sancta cosa rimettere il dia[vo]lo in inferno poiche alibech per rimetterlovi fu campata dal fuoco

63rb

IV. Intr. 4

nota

64va

IV. Intr. 35

nota questo detto con quello che e nel corbaccio a c. 177, dove è questo segno σ

noting l. 259, see Branca's note ad loc.

65ra

IV. 1. 5

nota

65ra

IV. 1. 5

[coste]i comincia a [usa]re il senno [su]o

65rb

IV. 1. 10

nota

65va

IV. 1. 15

nota

65vb

IV. 1. 23

nota

66rb

IV. 1. 39

nota della gentileza

marking 39–40

67va

IV. 2. 5

e pur nota de frati

67va

IV. 2. 8

Uomo pessimo e bugiardissimo e in ogni vizio eccellentissimo

Gloss not in Mannelli's hand

67vb

IV. 2. 14

a terr[eno do]lce van[ga] di legno

69rb

IV. 2. 58

amen e anche pe[ggio]

69va

IV. 3. 6

nota ben donna che leggi

marking 4

70rb

IV. 3. 20

Nota: questa medesima sentenzia tocc[a] lautore nel Filostrato dove Criseida dice a Troiolo: ‘E oltre a questo vo’ che tu riguardi A ciò che quasi d'ogni cosa avvene: Non è cosa sí vil, pur ben si guardi, Che non si facci disiar con pene, E quanto tu piú di possederla ardi, Piú tosto abominio nel cor ten vene Se larga podestà e di vederla Fatta ti fia, e ancor di tenerla’

citing Fil. 4. 152; half the citation is in the margin and the other half is in the bas de page

70rb

IV. 3. 22

E però è buon far caro di sé; e onestà fa bella donna

70vb

IV. 3. 29

E però non è in amore palese buon boccone alcuno

73rb

IV. 6. 3

nota de sogni

73rb

IV. 6. 7

Nota optima doct[ri]na in essi sogni

75ra

IV. 7. 3

superfluum

75ra

IV. 7. 6

nota leggiadro detto

75ra

IV. 7. 8

facevalo per filare poi egli della bigia

76va

IV. 8. 20

Nota bene donna che leggi

76va

IV. 8. 25

Cristianini, volevasi stuzicare

76vb

IV. 8. 32

nota

78ra

IV. 10. 7

hor lodati sieno i bendoni di san gallo che costei pur non prese il pegio come l'altre si dice che fanno

81rb

V. 1. 18

Messer Giovanni questo non cred'io né anche tu

V. 1. 19

è pur buffa ch'i’ nol credo che questo non è pigliare una pillola

85ra

V. 3. 18

hora alle consequentie

85rb

V. 3. 29

non direbbe cosí lucrezia o andromaca moglie d'ettorre

86va

V. 4. 25

all'opere si pare

88va

V. 5. 38

alle consequentie, alle consequentie

89ra

V. 6. 16

dove è questo segno disse che ella amava lui che pare contro a quello che qui dice

89vb

V. 6. 37

Nota

90rb

V. 7. 13

speluncam dido dux et troianus eamdem subeunt

Virgil, Aen. VI. 165

90rb

V. 7. 14

nota naturali acti e parole

90va

V. 7. 22

non pianson mai piú in simile caso

90va

V. 7. 25

ben doveva dir costei ch'ella fosse impregnata dormendo

91vb

V. 8. 8

nota sopra questo decto chiose a c. 42

i.e. III. 2. 9 (fo. 91vb) referring to fo. 45vb

91vb

V. 8. 8

nota ch'onestà fa bella donna e cara

93ra

V. 8. 44

nota questo peduccio per lo qual si comprende le donne di Ravenna essere cortesi e maniere

93ra

V. 9. 8

nota bel dire

95vb

V. 10. 4

questo modo si vuole usare per tutto questo libro pigliandone il bene e lasciando il male

95ra

V. 10. 17

ben facesti e io ti credo

96rb

V. 10. 57

elle son frasche brievemente il mal furo non vuol festa e debesi fare alle mogli buona giacitura rimettendo spesso il davolo in inferno

96vb

V. Concl 18 (Sonnet,

l. 18)

 

Melius e la

97ra

VI. Intr. 3

qui si comprende messer giovanni avea prima composto il filostrato che questo libro del Decameron

97va

VI. 1. 2

nota che questo medesimo prolago usa l'autore di sopra nella decima novella detta da Pampinea il che pare vitioso molto

97vb

VI. 2. 7

nota

98rb

VI. 2. 15

credo che voglia dire o la qualità del tempo

98va

VI. 3. 3

nota buona doctrina ne’ motti

99rb

VI. 4. 11

modo usato di parlare e dello autore

99vb

VI. 5. 6

non tintendo

100va

VI. 7. 5

messer Giovanni mio tu ai tagliato lo scilinguagnolo

100vb

VI. 7. 9

nota

101ra

VI. 7. 17

Monna Filippa tu ai ragione che tristo faccia Dio chi vi puose la vergogna però che il danno è molto piccolo

102ra

VI. 10. 6

nota

 

105vb

VII. 1. 4

un risciaquadenti pe’ frati

105vb

VII. 1. 6

hor cosí mi fa messer giovanni dimmi la prima lectera di capo

106va

VII. 1. 32

[q]uell'altra è migliore [o]razione e piú unta

107ra

VII. 2. 16

lacrime mulierum condimentum sunt malitie

Albertano of Brescia, De amore et dilectatione dei II. cap. xvi, ‘De uxore diligenda’, citing Publilius Syrus, Sententiae 384

107va

VII. 2. 34

[q]ui si chiava a parte post ex natura transitionis priapi

107vb

VII. 3. 4

alle consequentie

107vb

VII. 3. 8

leggi qui per amor de’ frati

108ra

VII. 3. 12

Amen

marking sentences 8–13

108ra

VII. 3. 14

nota

108ra

VII. 3. 15

sí se non ne venisse del caprino

108vb

VII. 3. 40

nota che l'autore usa questo modo di parlare di sopra ove è questo segno nella novella

109rb

VII. 4. 17

deh ridi un poco tu che leggi

110rb

VII. 5. 16

di be’ tratti si può lor torre ma guardarle non mai

111rb

VII. 5. 52

troppo ci è quello tanto

111vb

VII. 6. 5

nota

113ra

VII. 7. 21

nota un cortese peduccio per le [bo]lognesi

113vb

VII. 8. 4

qui nota artificello

114ra

VII. 8. 6

[n]ota minus pro non

115rb

VII. 8. 46

nota de’ villani orgogliosi arricchiti

115vb

bas de page

VII. 9. 7

nota che dove è questo segno [beside word Pirro] mette l'autore in dubbio qual fosse la cagione che pirro non si curava dello amore di lidia cioè o non vedere o non volere

e qui dove è questo segno [beside d'alcuna cosa (13)] afferma esserne suta cagione solamente il non avedersene la qual cosa par vitiosa

116ra

VII. 9. 15

sí, cornuta

116ra

VII. 9. 22

nota

116rb

VII. 9. 31

nota

117ra

VII. 9. 53

hor t'avess'ella cavato l'occhio

118rb

VII. 10. 23

nota che messer giovanni ristora i frati dicendo delle messe quel che non credeva

118va

VII. 10. 28

e però dice il proverbio chi la fa alla comare non fa né ben né male

struck through

118vb

VII. concl. 6

qui si comprende che il teseo fu prima facto che questo libro decameron

119ra

VII. concl. 16

nota modum loquendi non secundum autores alios

119va

VIII. 1. 6

nota

119va

VIII. 1. 6

nota gentil nome

119va

VIII. 1. 7

non emo tanti unum penitere

119vb

VIII. 1. 17

o non sapevi tu che egli aveva nome gulfardo?

123ra

VIII. 4. 3

nota pe’ cherici

123rb

VIII. 4. 13

deh dacti la mala pasqua asino pazo villanaccio

123va

VIII. 4. 22

il nome almeno è bello sí che basta

123vb

VIII. 4. 28

tutto 'l danno non fu della ciutaza anzi ebbe la buona nocte

123vb

VIII. 4. 32

o pur ben dich'io tutto il mal non fu della ciutaza

124ra

VIII. 4. 37

e la buona nocte

124rb

VIII. 5. 7

quel le quali v’è troppo e vorrebe dire delle quali e poi non vi fosse quel nome loro

See Branca's note ad loc.

125vb

VIII. 6. 48

melius: a Calandrino

126rb

VIII. 7. 5

nota bene

126va

VIII. 7. 9

de nota

126va

VIII. 7. 13

e sanno dove il dyavolo tien la coda

127va

VIII. 7. 42

nota bel decto

128va

VIII. 7. 67

steterunt et membra que iacebant ante

Apuleius, Met. II. 7

129ra

VIII. 7. 83

[m]alo latino direbe meglio [il q]uale

129rb

VIII. 7. 89

quam cito me miseram lassantur corpora rugis

Ovid, Ars am. III. 73

129va

VIII. 7. 94

nota dolci parole

marking the whole sentence

129vb

bas de page

VIII. 7. 102

messer Giovanni mio tu predichi nel diserto quantunque a me paia che dica il vero

129vb

VIII. 7. 105

e pe’ fra〈ti〉

131rb

VIII. 7. 143

e pro idest

131rb

VIII. 7. 148

scioccamente direbbe meglio

131rb

VIII. 7. 149

nota

with whole phrase marked

131va

VIII. 8. 7

[in]sino a qui non cade vendecta

135va

VIII. 9. 102

concedatur

136ra

VIII. 10.8

secca ti sia ella se tu esci a cancello uguanno

137ra

VIII. 10. 31

nota

137va

VIII. 10. 46

[c]redo che voglia dire: [s]e’ ti tu forse crucciato ecc. per lo punto interro[g]ativo

138rb

VIII. concl. 2

nota il fumo delle donne

139ra

IX. 1. 6

minus pro non

139rb

IX. 1. 11

nota hic esse parentes[im]

140rb

IX. 2. 7

nome di buona panichina [ref. to madonna Usimbalda]

ay invidiose malvage

140va

IX. 2. 8

schacco all'ysabetta

140vb

IX. 2. 18

lima lima invidiose

142rb

IX. 4. 15

cosí dice il testo originale e però non radere tu che leggi

142vb

IX. 5. 5

nota aliquod generale documentum in libro isto

143va

IX. 5. 39

cosí dice il testo

Gloss not in Branca, though see his note, ad loc., on sosta

144va

IX. 6. 6

nota de’ lacciuoli d'amore che mentre ch'una donna a vagheza d'esser guatacta molte volte piacevolegiando si truova intinta

145ra

IX. 6. 16

Dicit testus male ut credo

gloss accompanied by large cross

145va

IX. 6. 32

alle consequentie

147ra

IX. 9. 3

nota bene

with whole page marked

147rb

IX. 9. 7

sí ma non di legno

147rb

IX. 9. 9

deh, nota qui

148ra

IX. 9. 30

dalle a questa troia dalle

148ra

IX. 9. 30

dalle dalle

149rb

IX. concl. 5

nota belle parole

150ra

X. 1. 15

scusa sciochissima

150rb

X. 1. 18

o s'egli avesse preso l'altro che aresti tu decto beccone?

150rb

X. 2. 4

nota un peduccio pe’ cherici e per le femine

153rb

X. 4. 10

nota bene

155rb

X. 5. 14

nota e bene

two previous sentences marked out

155va

X. 5. 16

hay bestion folle

157rb

X. 6. 33

nota

157rb

X. 6. 34

nondimen ci è troppo chi ben guarda

Note that under this gloss a later hand (Corbinelli?) has written: ‘Nondimeno non sopra abonda, a chi riguarda bene; contra glosulam super’; see Branca's note ad loc.

157vb

X. 7. 11

nota

159ra

X. 7. 49

nota

159va

X. 8. 11

a’ superlativi

160ra

X. 8. 25

nota

161rb

X. 8. 57

nota

161va

X. 8. 62

nota

marking the whole sentence

163va

X. 8. 111

nota

marking the rest of the tale

164ra

X. 9. 19

nota discretione di messer torello

165va

bas de page

X. 9. 56

nota che in questo colonnello dove è segno o-o [54] e dove è quello o-o-o [56] il testo par male ordinato e contradirsi però che di sopra dice che messer torello si fa povero e di basso stato e poi di sotto dice lui dire essere stato vestito di simili robe ad quelle cose richissime il che non è usanza de’ poveri

Non è da notare l'autore in questa postilla di sopra: perché non dice che si vestisse le vesti, ma che ne fu vestito da altri, cioè dalla moglie di M. Torello, come di sopra dove è questo X [31], fingendo essere stato, come compagno del Saladino, come lui vestito, ponendo el caso avvenuto in sé, per non esser conosciuto, faccendosi l'autore delle vestimenta: onde ecc.

This second part of the gloss is in a later hand

167va

X. 9. 113

nota

marking the whole sentence

167vb

X. 10. 4

certo sí

167vb

X. 10. 4

e però non la torre

167vb

X. 10. 6

nota bene

168rb

X. 10. 19

a’ pazi

168va

X. 10. 21

de hora avess'ella decto io non vo’ pazo per marito

169vb

X. 10. 45

nota dolce decto

170va

X. 10. 47

a’ pazi a’ pazi

170va

X. 10. 48

nolle dovevan capere essendo ella cresciuta e ingrossata

170va

X. 10. 51

nota

170ra

X. 10. 61

pisciarti in mano gualtieri chi mi ristora di dodici anni? le forche?

170rb

X. 10. 68

nota bene

171rb

Concl. dell'autore. 7

nota gran latino

171rb

ibid. 10

nota

171rb

ibid. 11

questo non cred'io ché le triste parole guastano i buo[n costu]mi

171va

ibid. 12

nota

ibid. 15

e pe’ frati

171va

ibid. 23

e pe’ frati

172ra

ibid. 25

e pe’ frati

(p.167) (p.168) (p.169) (p.170) (p.171) (p.172) (p.173) (p.174)